911 ST CUSTOM

``850 Kg di felicità..``

Con questo progetto si è deciso di optare per un telaio passo corto abbinato a un insieme di dettagli esterni e interni che richiamassero sia il modello 911 ST, sia l’ormai osannato modello 911 R. La leggerezza fa da padrona, il minimalismo unito all’alta rifinitura dei dettagli ne delinea la personalità.

I parafanghi, i cofani, le portiere e i paraurti sono in vetroresina della migliore qualità per fare in modo che le linee e le fughe rimangano precise e fini come nei primi modelli Porsche originali. Le griglie sono state “customizzate”, le frecce anteriori sono ridotte ad una sola paratia esterna con un led interno e le frecce posteriori con faretti Hella richiamano ulteriormente le linee del 911 R.

Tutti i supporti, tutte le paratie, tutti i panelli e i rivestimenti sono stati rivisti per utilizzare solo l’indispensabile, mantenendo il concetto di cura e rifinitura degli interni, tipico delle vetture d’epoca.

Il rivestimento interno RS si sposa magnificamente con i pannelli porta RS, uniti ai sedili pepita e ad un cruscotto unico leggerissimo, ottenuto da un foglio di alluminio rivestito in skay nero.

L’accensione scatena il rombo del sei cilindri 2,3L con carburatori Weber da 46mm e scarichi liberi 3 in 1 con due uscite finali dritte. Il brontolio del motore mentre si scalda è qualcosa di indescrivibile, di viscerale, che ti persuade a tenerla un po’ su di giri giocando con l’acceleratore, il pedale ti dà la sensazione di essere collegato direttamente alle farfalle dei carburatori, tanto immediata è la risposta.

Il motore si scalda bene e tutto diventa più fluido, il suono diventa metallico e aggressivo, né troppo magro né troppo grasso. É ora di andare, lei è pronta.

I carburatori sono stati tarati per una guida stradale pulita, non ingrassano troppo a bassi giri, dando modo di godersela anche in strade cittadine.

Quando ci si trova davanti ad una strada di campagna però si comincia a scalare e salire di giri, il cambio 901 è stato revisionato completamente e gli innesti sono rapidi e sicuri, la coppia conica corta ti fa mettere marce e sentire il colpo del motore sempre pronto ai giri giusti.

Questa Porsche vola e urla, solo il limitatore ti avverte che è meglio cambiare, la curva di potenza non cala, è progressivamente sempre più selvaggia.

La 911 è reattiva in qualsiasi situazione: in frenata, in scarto laterale e in accelerazione la leggerezza della vettura rende tutta l’esperienza più entusiasmante.

Le barre torsionali posteriori di diametro maggiore danno la giusta fermezza in accelerazione, mentre quelle originali sull’anteriore fanno sì che il muso si adatti alla strada e sia sempre incollato all’asfalto, la giusta campanatura unita ad ammortizzatori sportivi crea la sensazione di immediatezza e controllo.

Ci siamo resi conto che questa Porsche ha un carattere speciale già durante le prime regolazioni e prove in strada, quando tornavamo in officina col sorriso stampato in faccia.

Sono sensazioni impossibili da replicare sui nuovi modelli, c’è qualcosa di viscerale e intuitivo nel guidare una vettura priva di controlli elettronici e di qualsivoglia surplus meccanico. Il piede che accelera apre le farfalle, il piede che frena spinge l’olio nelle pinze freno, quando si preme sulla frizione si sta di fatto tirando il cavo che sposta lo spingidisco, queste sono tutte sensazioni meccaniche dirette ormai difficili da ritrovare.

Tra te e una vettura nuova ci sono chilometri di cavi ed attuatori, mentre questa 911 ti fa l’occhiolino e ti invita a ballare.

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